ESOTERISMO E POLITICA: IL CASO MATTEI

riflessioni

Enrico Mattei

Enrico Mattei

In conclusione di un precedente articolo (Esoterismo e politica: Le origini segrete dell’Europa unita)  ho menzionato il clamoroso Caso Mattei (che fu anche il soggetto di un film del cineasta Francesco Rosi). Secondo quanto affermato nel libro L’altra Europa di P. Rumor, l’omicidio di Enrico Mattei è da ricollegarsi all’azione del livello esecutivo della cosiddetta “Struttura“.

Il Contingente Americano


Il livello attuativo della Struttura era costituito dal cosiddetto “Contingente Americano”: una specie di compagine strategica ed operativa, molto ben selezionata e dissimulata. Contraddistinta da un retaggio ebraico e da forti connotazioni massoniche, di natura conservatrice e anticomunista, spiccatamente elitaria, si definiva anche “L’unione dei migliori”, oppure “L’école des hommes”, con riferimento ad un prototipo di “Uomo cosmico, apritore della porta e custode delle chiavi” (sic). Sembra che André Malraux, nel 1947, abbia usato tale organizzazione per respingere il tentativo dei comunisti di prendere il potere in Francia.

Sarebbe questa organizzazione ad aver dato, occultamente (neppure Schumann ne era a conoscenza), il primo impulso all’Unione Europea; e sarebbe questa ad aver eseguito l’omicidio di Mattei, attraverso il “braccio armato” allora diretto, in Italia, da due individui di nome Nutting e Lobineau.

Per inciso, faccio notare il secondo dei due nomi appena citati richiama, sorprendentemente, i famosi Dossier Secrets de Henri Lobineau e di conseguenza l’ambiguo personaggio di Pierre Plantard con il suo Priorato di Sion, che a sua volta richiama il caso labirintico di Rennes-le-Château. Questo, solo per dire che complessi eventi storico-politici finiscono per intrecciarsi con aspetti di natura esoterica, mitica e leggendaria, come vedremo meglio in un prossimo articolo.

La dipendenza energetica dell’Italia


Riprendiamo il filo del racconto. Cosa ha a che fare il caso Mattei con l’unificazione europea?

Il collegamento sta negli accordi siglati, nel periodo 1943-’44, fra gli Stati Uniti e i movimenti di Resistenza nazionali (con l’esclusione delle componenti filo-comuniste). Tali accordi avevano della clausole politiche ed economiche ben precise e vincolanti: le prime, a garanzia della stabilità politica futura dell’Europa nell’ambito delle democrazie occidentali; le seconde, per la ricostruzione postbellica e per il rilancio economico. Fra le clausole economiche c’era l’impegno da parte dell’Italia a servirsi, per alcuni decenni, di risorse energetiche fornite da compagnie statunitensi o controllate da queste: ciò era considerato un modo indiretto e più agevole per pagare almeno parte delle spese in corso e future.

È precisamente in questo contesto, dunque, che si deve calare la morte di Enrico Mattei nel 1962: il presidente di ENI sarebbe stato ucciso per aver tentato di svincolare l’Italia dalla dipendenza energetica nei confronti degli Stati Uniti, contrariamente gli accordi stabiliti.

L’omicidio di Enrico Mattei


Ma che cosa fece esattamente Enrico Mattei?

Nato nel 1906 da umile famiglia, egli riuscì a fare rapidamente carriera nell’industria chimica. Nel maggio del 1943 incontrò l’esponente democristiano Giuseppe Spataro, che lo introdusse nella cerchia degli antifascisti a Milano. Subito dopo le forzate dimissioni di Mussolini il 25 luglio 1943 egli si unì ad un gruppo partigiano della Resistenza, nonostante la diffidenza suscitata dalla sua appartenenza, in gioventù, al Partito Fascista. Per le sue notevoli capacità organizzative e militari, i democristiani lo misero a comando delle loro forze partigiane. Mattei partecipò al Comitato Nazionale di Liberazione (CNL), Comando militare del Nord Italia, per conto della Democrazia Cristiana. Dopo la fine della guerra fu decorato dagli Stati Uniti con la Stella d’Argento.

Nel 1945, il CNL nominò Mattei alla guida dell’AGIP, la compagnia petrolifera nazionale creata dal regime fascista. Le istruzioni erano di chiuderla al più presto; invece, egli s’impegnò duramente per ristrutturare la compagnia e trasformarla in uno dei più importanti asset economici del paese. La strategia di Mattei era di sfruttare le risorse di gas naturale dell’Italia settentrionale; e riuscì a espandere grandemente le attività dell’AGIP, grazie anche alla sua abilità nel guadagnarsi il sostegno dei giornali e di alcune parti del mondo politico e imprenditoriale.

Nel 1953 l’AGIP venne fusa con una nuova compagnia, l’ENI, di cui Mattei fu inizialmente il Presidente poi anche l’Amministratore Delegato e il Direttore Generale. Rendendosi presto conto della necessità di assicurarsi le forniture dall’estero, a causa dell’insufficienza delle risorse nazionali, egli si allargò oltre confine e volse la sua attenzione ai mercati petroliferi internazionali. Sin dalla metà degli anni 1950 Mattei si schierò duramente contro le “Sette Sorelle” (un’espressione da lui stesso coniata), e per rompere il loro oligopolio cominciò a stipulare accordi con i paesi più poveri del medio oriente e del blocco sovietico.

Gli Stati uniti si erano messi in allarme, poiché queste iniziative personali erano contrarie agli accordi del 1943; inoltre, l’emancipazione energetica dell’Italia avrebbe reso il governo italiano meno dipendente dall’economia occidentale, e – si pensava – più incline a una politica neutrale, che avrebbe indebolito la NATO nel quadrante dell’Europa meridionale.

Presumibilmente, nel 1957 Mattei finanziò segretamente il movimento indipendentista algerino nella guerra contro la Francia colonialista. Nel 1960, dopo aver concluso l’accordo con l’Unione Sovietica e mentre stava negoziando con la Cina, Mattei dichiarò pubblicamente che il monopolio americano del petrolio era finito.

Il 27 ottobre 1962, in volo da Catania a Milano, l’aeroplano di Mattei si schiantò nei pressi di Bascapè, in Lombardia. Tutti e tre gli uomini a bordo restarono uccisi: Mattei, il pilota e un giornalista americano. Le prime indagini dichiararono ufficialmente che si era trattato di un incidente, ma vi erano forti indizi che lo schianto fosse stato causato da una bomba nascosta nell’aeroplano. Ulteriori investigazioni negli anni 1990 riuscirono a trovarne le prove inconfutabili, e l’episodio fu riclassificato dal giudice come omicidio, ma con esecutori, e mandanti, sconosciuti.

Mattei accanto al suo aereo

Mattei accanto al suo aereo

Mattei poteva essere salvato


Il Cardinale Francis Spellman

Il Cardinale Francis Spellman

Paolo Rumor in L’altra Europa (2010, Hobby & Work, Varese) riferisce che furono fatti tentativi per salvare la vita di Enrico Mattei. Subito prima della tragedia, gli Stati Uniti contattarono il Vaticano attraverso canali confidenziali, perché agisse in modo da mettere in guardia Mattei in relazione ai rischi che si stava prendendo. Su iniziativa del Cardinale Spellman, Giacomo Rumor (padre dell’autore del libro) fu avvisato da Mons. Montini, e gli fu chiesto di usare la propria influenza e la propria amicizia con Mattei (infatti, i due si conoscevano dai tempi della loro militanza nella Resistenza).

L’avvertimento riportato dal Vaticano era che “il braccio armato del Contingente Americano” avrebbe agito per eliminare il Presidente di Eni qualora egli non avesse interrotto i negoziati commerciali con i paesi al di fuori dell’area d’influenza concordata al tempo dell’intervento americano nella guerra.

Mattei_copertinaL’operazione di sabotaggio sul jet di Mattei fu messa in atto dalla cellula romana del Contingente, due membri dei quali erano chiamati “Socar” (un corso) e “Neter” (un italiano). “Socar”, il cui vero nome dovrebbe essere Laurenzi, si presume sia stato una delle due persone che materialmente posizionarono l’ordigno esplosivo sull’aeroplano; l’altro dovrebbe essere un certo Omar Terenski (uno sloveno).

Mattei fu avvertito da G. Rumor; egli rispose di aver già ricevuto un’informazione simile da un giornalista dell’Izvestia, ma riteneva questo segnale non così allarmante. In precedenza vi erano stati altri tentati sabotaggi, tutti falliti. Vi fu un ulteriore tentativo da parte di quel giornalista di fermare Mattei, quando seppe con certezza del sabotaggio, ma troppo tardi: l’aeroplano era già in volo.

I rottami dell'aereo di Mattei

I rottami dell’aereo di Mattei

Indizi esoterici


Furono membri del Contingente Americano individui, come si è visto, dai soprannomi singolari:

  • Lobineau, il cui non richiama il caso del Priorato di Sion;
  • Neter, il cui nome in antico egizio significa “dio” in generale;
  • Socar, il nome di una specifica divinità egizia.

Ancora una volta, vediamo come storia e leggenda, esoterismo e mito siano inestricabilmente intrecciati in queste vicende.

Bbliografia essenziale sul Caso Mattei


         


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