L’ORDINE DEL PRIORATO DI SION DAL PASSATO AI GIORNI NOSTRI

riflessioni



Il Priorato di Sion è un antichissimo e pio Ordine cavalleresco ed iniziatico. Rifacendosi alla documentazione tuttora consultabile presso gli archivi del dipartimento di Loiret (Orleans), il Priorato di Sion, fu fondato nel 1099 da Goffredo di Buglione durante le crociate, presso l’abbazia “Nostra Signora del Monte Sion”, come “Ordine di Nostra Signora del Monte Sion”, ed ospitava appunto i frati gerosolimitani dell’abbazia di Notre-Dame du Mont Sion; una serie di documenti storici conferma che fu Re Luigi VII a portare con sé in Francia alcuni frati dell’Ordine di Sion, donando loro il Priorato di Saint Samson, dove l’Ordine si trasferì fino al 1600, per poi essere stato sciolto e passato ad uno stato di clandestinità.

La tradizione dell’Ordine, dalla ormai celebre storia, tanto travagliata quanto elusiva, è riuscita a sopravvivere fino ai giorni nostri, per quasi mille anni, attraverso una mirabolante catena ininterrotta, resistendo a feroci e spietate persecuzioni, custodendo una tradizione, secondo i suoi membri, pura ed antichissima.

Nella storia recente, dopo un lungo oblio, il Priorato di Sion ha conquistato l’onore delle cronache francesi dopo il 1962, attraverso le opere letterarie di Gérard de Sede, in particolare Les Templiers sont parmi nous, L’Or de Rennes, ou La Vie Insolite De Bérenger Saunière e La Race Fabuleuse Extra-Terrestres Et Mythologie Mérovingienne, per poi raggiungere l’attenzione internazionale attraverso il best seller The Holy Blood and the Holy Grail scritto da Michael Baigent, Richard Leigh ed Henry Lincoln, opera nella quale gli scrittori, anche attraverso il materiale e le conoscenze messe loro a disposizione dall’Ordine, dischiudevano diversi segreti storici inerenti la vita di Gesù e della possibilità di una sua discendenza attraverso Maria Maddalena di Bethania, nonché diversi aneddoti e verità storiche sul Priorato di Sion stesso.

Ma è nel 2003 che grazie al romanzo di Dan Brown Il Codice da Vinci, che vende 80 milioni di copie e alla trasposizione cinematografica diretta da Ron Howard nel 2006, che l’esistenza del Priorato di Sion viene conosciuta davvero dal grande pubblico, a livello mondiale.

L’Ordine, dopo essere stato registrato per la prima volta nella storia, nel 1956, per poi essere sciolto nel 1993, è stato nuovamente registrato nel 2015, perpetuando la legittima linea iniziatica di Pierre Plantard de Saint-Clair, attraverso la trasmissione di Gino Sandri, ex Segretario Generale del Priorato, il quale avendo affidato la Gran Maestranza dell’Ordine a Marco Rigamonti, è stato così elevato a Gran Patriarca dell’Ordine.

L’associazione registrata attualmente, iscritta come “Prieuré de Sion – Ordre de la Rose-Croix Véritas O.D.L.R.C.V.” vanta quindi, attraverso Gino Sandri, continuità certa con l’associazione francese di Pierre Plantard “Prieuré de Sion – Chevalerie d’institution et règle catholique et d’union indépendante traditionaliste C.I.R.C.U.I.T.” , associazione del 1956 del quale Gino Sandri è stato Segretario Generale per un certo periodo, poi sciolta nel 1993.

Il Priorato di Sion odierno, è una associazione culturale ed iniziatica, che porta in grembo una dottrina considerata di stampo eterodosso, la quale vede Gesù come un uomo che dallo stato umano si sia elevato a quello divino attraverso un lavoro spirituale ed interiore, che lo avrebbe portato al conseguimento della gnosi; allo stesso tempo, tra le credenze di questo Ordine iniziatico vi è che Gesù Cristo sia stato sposato con Maria Maddalena e che da lei abbia avuto dei discendenti i quali si sarebbero poi imparentati con i membri della dinastia merovingia e che questa plausibile storia segreta, sarebbe stata veicolata sotto forma di simboli, allegorie ed alcuni documenti, attraverso la Chiesa di Santa Maria Maddalena a Rennes-le-Château.

Il Priorato Di Sion è una associazione molto discreta e riservata ma non è una società segreta; è un’associazione attualmente regolarmente iscritta e regolamentata dalla legge; ogni membro è stato e verrà senza eccezione regolarmente tesserato e iscritto nel registro dell’Ordine.

Lo scopo dell’Ordine è custodire e perpetuare la propria conoscenza e tradizione affinché non vadano perduti e di accrescerne la benefica influenza nei confronti del prossimo istituzionalizzandosi per la seconda volta nella storia dopo il 1956, affinché uomini o donne dalla vocazione realmente sincera possano venire a bussare alle porte del Tempio.

L’Ordine possiede diversi circoli, ognuno più interiore od esteriore a seconda della funzione:

  1. Il circolo associativo esteriore, dove si pratica il Catechismo dell’Ordine e si studiano gli elementi di conoscenza in possesso del Priorato di Sion.
  2. L’Ordine Iniziatico dal 1° al 3° Grado, la fiera base degli iniziati fedeli a Sion.
  3. L’alto Consiglio reggente ed illuminato, Gradi dal 4° in su, il Gotha dell’Ordine.

Un Cristianesimo primitivo


Il cristianesimo del Priorato di Sion, è un cristianesimo delle origini, che trae le sue radici unicamente dagli insegnamenti di Gesù e non subisce l’influenza di alcuna altra struttura o credenze posteriori.

Il Priorato di Sion non è una chiesa, ma un potenziale punto di riferimento spirituale per chiunque ed il suo scopo non è di fare da tramite tra l’uomo e Dio, ma di fornire strumenti e supporto affinché si arrivi ad essere autonomi nel proprio percorso di comunione ed avvicinamento a Dio e di sacralizzazione della propria esistenza.

Il cristianesimo del Priorato di Sion è un cristianesimo gnostico, dove sia l’iniziato, che il fedele il quale desideri fare al suo interno un percorso, si dedicano con abnegazione al lavoro interiore, il quale consiste nel guardare dentro se stessi, nel meditare, nel pregare e infine nel contemplare osservando quello che è dentro di noi, riflesso nel mondo che ci circonda.

La fede ed il desiderio di comunione con Dio, per essere sinceri e genuini, ed avere quindi un valore, non possono trarre origine da un mero atto di volontà, il quale a sua volta trarrebbe radice da leve psicologiche di qualsiasi genere, spesso correlate all’educazione familiare od altri condizionamenti che vengono dall’esterno, ma bensì fede e desiderio di comunione con Dio debbono nascere come conseguenza consapevole di un percorso interiore genuino, autentico e significativo.

La fede quindi per essere autentica non può nascere dalla mente e dalle sue pur articolate diramazioni, ma trae vita dallo spirito ed è lì che va coltivata e la mente può e deve solo fare da supporto in questo cammino. Proprio questa è una delle fasi più delicate, pur essendo la prima fase del lavoro interiore, dal momento che senza avere forgiato la base secondo questa prospettiva, è come aver eretto le fondamenta sulle sabbie mobili.

Essendo ognuno un raggio di Dio, una sua emanazione o ancor meglio una sua ‘appendice’, ognuno di noi può, in misura delle sue capacità, conoscere Dio osservando dentro se stesso, e questa possibilità viene ad acuirsi esponenzialmente quanto più riusciamo a venire in contatto con le nostre componenti spirituali, Anima (Psiche) e Spirito (Pneuma) ; questo processo viene fortemente favorito da una mente sempre più ricettiva verso l’influenza di queste nostre componenti spirituali.

Questa dottrina che prende forma e funzione da un deposito puro e primordiale, è qualcosa di armonioso e coerente, dove vi restano certamente misteri, ma non contraddizioni, le quali, grande campanello d’allarme, striderebbero con il senso dell’insieme degli elementi di conoscenza originali, dimostrandosi l’inequivocabile marchio di fabbrica del “contributo umano” al deposito originale.

Gesù e il Graal


Gesù è riuscito a sviluppare in se il Graal, rendendo manifesto di essere figlio di Dio.

Al tempo stesso, contrariamente a quanto comunemente ritenuto, il segreto del Graal, è in realtà qualcosa di ovviamente antecedente a Gesù; una conoscenza che ha origini chiaramente ancora più antiche e che Gesù Cristo aveva unicamente il compito di palesare al mondo allo scopo di portare un messaggio.

Il Priorato di Sion è in possesso di un bagaglio dottrinale e teologico considerato eterodosso da parte di molti cristiani, dato che noi crediamo che Gesù sia nato uomo come tutti, si sia sposato ed abbia avuto figli, e che sia asceso allo Stato Divino attraverso il lavoro interiore.

È curioso notare come nel caso dell’attuale concezione cristiana dominante, la visione più probabile e coerente sia quella considerata eterodossa. Eppure è possibile leggere anche dal vangelo di Giovanni, che appartiene a quelli definiti dalla stessa Chiesa cattolica come Vangeli canonici:

In verità vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

Giovanni 14:12

In virtù del deposito teologico ed iniziatico dell’Ordine, i membri del Priorato di Sion credono che Gèsù fosse sposato con Maria Maddalena e avesse avuto dei figli con lei, allo stesso tempo, l’Ordine ritiene che all’interno e nei pressi della chiesa di Santa Maria Maddalena a Rennes le Château, siano raffigurati incontrovertibilmente dei segreti in forma simbolica che confermano questa possibilità storica.

Allo stesso modo, si è certi che Bérenger Saunière volesse descrivere addirittura un collegamento diretto tra Santa Maria Maddalena e il Santo Graal attraverso un preciso sistema codificato, allegorico e simbolico, all’interno della chiesa di Saint Marie Madeleine a Rennes le Château.

Questo non può dimostrare direttamente la certezza di questo aspetto della tradizione, ma d’altro canto si ritiene che questo sia senz’altro sufficiente a dimostrare il fatto che il Sacerdote credesse fermamente in questa eventualità storica e nell’importanza e validità del conseguente deposito tradizionale che così ne farebbe parte, a tal punto da dedicare la propria stessa chiesa alla custodia di questi misteri, attraverso la raffigurazione simbolica di questi ultimi, divenendone così testimone per i posteri.

Per il Priorato di Sion, il Santo Graal è qualcosa che si sviluppa individualmente e che una volta raggiunto, come qualsiasi altra informazione, viene registrato dal DNA; come molti figli di artisti o di atleti, mostrano già da bambini un livello di talento apparentemente improbabile per l’età (e questo è scientificamente dimostrato essere possibile a causa del DNA ereditato), siamo altrettanto convinti che anche una grande evoluzione spirituale possa essere ereditata dai discendenti nel bagaglio genetico, restando presente a livello latente, un po come qualsiasi altra abilità o talento, per presto emergere nella persona che l’ha ereditata; ovviamente a condizione che questi bambini siano stati concepiti dopo che i genitori abbiano effettivamente conseguito questa emancipazione spirituale decisiva, poi trasmessa attraverso i geni ereditari.

L’eredità del Santo Graal


Questa eredità è ciò che è definito il Santo Graal e questo patrimonio secondo noi è quindi stato veramente ereditato dai discendenti di Gesù e di Maria Maddalena.

Il nostro cammino di iniziazione è quindi diretto verso la ricerca del Santo Graal e lo facciamo per mezzo di una conoscenza che è il risultato di una tradizione ancora più antica di Gesù, il quale per noi è comunque l’esponente di riferimento per questa nostra tradizione.

Ognuno è quindi in realtà figlio di Dio esattamente quanto chiunque altro; Gesù era in grado di manifestarlo anche attraverso dei prodigi che apparentemente violavano le leggi fisiche e naturali, cosa che è stata fatta unicamente per dare un messaggio all’umanità, quest’ultimo movente infatti era ciò che contava e non le gesta miracolose in sé.

Il messaggio di Gesù quindi, era che siamo figli di Dio e non creature nate ed originate dalla pura materia, come comunemente intesa; questo messaggio che sfida l’egemonia di quello che viene volgarmente inteso come materia nei confronti della vita, era quindi un invito al risveglio della consapevolezza nei confronti della nostra autentica natura che è divina e non meramente materiale.

A questo scopo Gesù voleva inoltre dimostrare ed affermare che chiunque avrebbe potuto compiere quei prodigi, qualora si fosse ricongiunto al Padre Creatore, ricongiungimento inteso come espansione ed evoluzione della propria componente spirituale, attraverso la quale ascendere dall’umano al divino.

“Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi”; poi prese il calice, rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse: “Bevetene tutti, perché questo è il Mio Sangue dell’alleanza versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”.

L’ultima cena — Marco 14,22-25; Matteo 26,26-29; Luca 22,15-20

L’ultima cena, descritta in alcuni tra i passi biblici più popolari, non è da interpretarsi nel senso più scontato ed apparente; i peccati qui citati non sono intesi nel senso più strettamente morale, ma bensì come azioni, intenzioni e pulsioni prettamente terrene e materiali che per loro natura, al di là dei connotati morali eventualmente implicati, di fatto deviano dal cammino interiore e spirituale, allontanando l’uomo dal contatto con la propria più profonda ed intima essenza.

“Poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio.”
Luca 18

Il Regno di Dio, è inteso come il raggiungimento, attraverso il percorso interiore, di quella consapevolezza che ci fa percepire il mondo intorno a noi, inteso come cose e persone, con gli occhi di un iniziato, che vi vede in ogni aspetto qualcosa di illimitato, sacro e sublime.

Gli strumenti della realizzazione interiore


Gesù vuole insegnare che un mezzo essenziale per ottenere questo livello di conoscenza e quindi di consapevolezza, è quello di praticare il controllo e l’astinenza dalle cose terrene, allo scopo di uscire da quella sorda routine materiale che ci distrae dal lavoro interiore, senza il quale, sarà impossibile raggiungere quel livello di consapevolezza ed illuminazione che possono sbocciare solo attraverso una coscienza solerte e bene in sintonia con il lavoro spirituale, ovvero una coscienza che non è succube o comunque subordinata, quindi distratta ed oltremodo compromessa dall’interferenza dei desideri e delle pulsioni materiali e corporali.

Gesù disse:

“Se i vostri capi vi diranno, ‘Vedete, il Regno è nei cieli’, allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, ‘È nei mari’, allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi.
“Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa.”

Vangelo di Tommaso

La miseria descritta in questo passo del vangelo, ovviamente è intesa come incompletezza e mancata realizzazione interiore e non a conseguenze di natura economica o materiale sulla vita della persona.

Gesù, con il suo sacrificio, insegna la speranza e la consapevolezza nella fede, dimostrandosi talmente conscio della sua natura divina e del suo scopo finale da potere rinunciare alla materia, fino a sacrificare se stesso, per fare comprendere questa verità e insegnare che noi non siamo il corpo che abitiamo, ma quello che al corpo sopravvive e allo stesso tempo che l’amore e la presa di consapevolezza della sua importanza è la chiave determinante nella propria realizzazione in senso assoluto, dal momento che chi non ama, non può avere compreso nemmeno di egli stesso quale sia la sua più intima, profonda e reale essenza; e questo per Gesù Cristo, è vero a tal punto, da potere addirittura immolare la propria vita terrena, per il bene di qualcuno che non è se stesso; un sacrificio necessario per dimostrare con un atto tangibile e concreto, la sicurezza e la fiducia in questo insegnamento.

È l’essere umano che ascendendo al Divino acquisisce una consapevolezza che lo porta automaticamente e lucidamente al di sopra delle meccaniche terrene. Questo messaggio quindi, non fa che insegnarci e volerci trasmettere che siamo esseri eterni e solo il bene universale e quindi complessivo, conta, e questo bene non si circoscrive unicamente alla vita terrena ed essendo tutti una estensione di Dio, aiutare gli altri significa inevitabilmente aiutare anche se stessi, oltre che indirettamente tutti, portando avanti l’Opera di Dio.

Il Sangue di Gesù, descritto nel passo biblico dell’ultima cena, rappresenta quindi proprio il Graal, quell’essenza autentica, profonda ed eterna, sviluppata e fiorita nell’Iniziato, la quale sopravvive alla morte, e la quale consapevolezza impedisce di temere quest’ultima.

Ed è così che il Santo Graal, attraverso il sacrificio di Gesù Cristo, trionfa sulla materia e sul suo mondo, continuando a dare la vita oltre la morte terrena.

Gesù disse:

“Chiunque trova la spiegazione di queste parole non gusterà la morte”.

Vangelo di Tommaso

Prieuré de Sion – Ordre dela Rose-Croix Véritas O.D.L.R.C.V.

Sito web:   http://www.prieure-de-sion.com/



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